Sono stati fermati e arrestati i due ragazzi ricercati riguardo all’incidente avvenuto pochi giorni fa a Roma, dove è morta una donna delle Filippine, e sono rimaste ferite otto persone. I due fuggitivi hanno rispettivamente 17 e 19 anni, sono stati trovati questa mattina dalla squadra mobile di Roma: “Il primo sembra fosse alla guida”. Tutti e due i ragazzi sono sotto l’accusa di omicidio volontario.
Durante l’atto istruttorio che si è svolto negli uffici della questura della capitale, i fuggitivi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande. La sorella dei due latitanti ha spiegato che la madre stessa ha avvertito la polizia dopo aver identificato i figli che da cinque giorni si erano nascosti in un rifugio in un campo vicino alla scuola del quartiere. Inoltre, è stato affermato che: “La ragazza ha deciso di incontrare i parenti della vittima per chiedergli scusa. Vogliamo fare le nostre condoglianze chiedendo loro perdono”. Nell’auto utilizzata dai due fuggitivi, è stato trovato un telefonino che è stato usato dal diciassettenne.
Gli agenti di polizia sono sicuri che quella sera al volante ci fosse il minorenne, e che abitualmente usasse quell’auto. La moglie del fuggitivo diciassettenne è già in carcere. Immediatamente le indagini hanno accertato che la coppia di ragazzi era in auto, e la moglie anch’essa diciassettenne è stata fatta salire in macchina dopo lo schianto. Ignazio Marino, ha spiegato che il Campidoglio si costituisce parte civile nel processo, e afferma: “Chi vive al di fuori della legge non può trovare spazio nella nostra città e nel nostro Paese”. Sabato prossimo, nella chiesa in zona Valentina-Battistini, si terranno i funerali della donna filippina che ha perso la vita durante l’incidente. Successivamente, la salma partirà per le Filippine dove si terranno le esequie.
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